Intervista a Mario Russo, associato al CGD e componente del Consiglio Nazionale degli utenti presso l’AGCOM

Carissimo, ci piacerebbe far conoscere il tuo parere personale sulle attività del CNU nel campo della tutela dei minori

E’ stata presentata la relazione sull’attività del primo anno del CNU. Puoi ricordare in sintesi tali attività ?

Provo a ricordarne alcune con cenni rapidissimi: la valorizzazione del ruolo della comunicazione istituzionale, soprattutto in rapporto al processo di digitalizzazione dei servizi pubblici; i pareri inviati agli interlocutori istituzionali in merito al recepimento di recenti normative comunitarie, in particolare della cosiddetta Direttiva SMAV che innova il quadro giuridico nell’universo delle telecomunicazioni; la progettazione di un corso di formazione alla tutela dei diritti di utenti e consumatori rivolto ai giornalisti in collaborazione con l’Ordine nazionale e l’Università Parthenope di Napoli; l’attenzione alle tematiche riguardanti le persone con disabilità, trasversali su tutte le linee di attività e in particolare relative ai problemi di accessibilità; l’istituzione di un osservatorio sulle materie di competenza del Cnu; infine, ma non ultimo, l’approfondimento del rapporto donne/media e donne/rete, per promuovere una cultura della parità e combattere l’uso indiscriminato nei media di linguaggi sessisti, generatori di odio e violenza. D’altra parte, un panorama completo è possibile leggendo direttamente la Relazione.

Ad ogni buon fine si allega la relazione, per chi volesse approfondire l’argomento: https://www.agcom.it/documents/10179/26427165/Documento+generico+08-04-2022/80cffc12-974d-4db7-8fd5-aed6d0decd8a?version=1.0

Insomma, avete messo in campo un ventaglio di interventi molto ricco e diversificato.  Tra questi, quali sono stati i risultati di questo primo anno che trovi interessante condividere all’interno del Cgd?

Per primo voglio ricordare l’appello rivolto dal Cnu alle istituzioni competenti, nei primi mesi del 2021 in occasione dell’avvio della campagna vaccinale anti Covid, per una comunicazione istituzionale integrata, a garanzia della tutela dei diritti delle cittadine e dei cittadini. L’appello non entrava nel merito degli aspetti sanitari della campagna né delle scelte personali favorevoli o contrarie verso la vaccinazione, ma guardava al contesto complessivo della comunicazione, in conformità alle funzioni istituzionali del Cnu. Ci siamo mossi dalla percezione delle criticità comunicative iniziali, con informazioni alle cittadine e  ai cittadini spesso frammentarie e poco coordinate; per questo abbiamo formulato delle proposte per una comunicazione istituzionale integrata, in grado di valorizzare tutti i canali comunicativi disponibili e di superare le barriere comunicative legate alle differenze territoriali, al divide digitale e socio-economico, all’età e alle condizioni di disabilità.  L’iniziativa si è sviluppata anche attraverso successivi interventi in convegni e sui mass media ed è stato positivo l’apprezzamento e la condivisione dei contenuti da parte di istituzioni e personalità scientifiche.

Per quanto riguarda i minori e le famiglie nel sistema della comunicazione?

L’iniziativa più rilevante ha riguardato l’attuazione della norma approvata nel 2020 (art. 7bis del Decreto 28/2020) da tutti i gruppi parlamentari e riguardante i “sistemi di protezione dei minori dai rischi nel cyberspazio” attraverso meccanismi di filtro o di blocco dei contenuti inappropriati per i minori.  Le misure di applicazione di questa legge non si sono rivelati facili e Agcom è stata impegnata in una complessa ricognizione sulla situazione esistente, che si è rivelata molto diversificata. Per cui l’Autorità sta procedendo con una consultazione pubblica per emanare delle Linee guida che operatori ed emittenti dovranno seguire. In questa fase il Cnu è stato invitato a presentare le sue osservazioni e proposte.

In sostanza, stiamo parlando dei sistemi di Parental control?

Proprio di questo. Le osservazioni e i suggerimenti che abbiamo proposto sono aggregati attorno all’idea che nessuno strumento da solo può essere risolutivo per assicurare i diritti dei minori nel sistema della comunicazione, oggi sempre più radicata nella rete. Allora c’è bisogno che tutti i soggetti e gli operatori coinvolti facciano la loro parte. Ma pensiamo anche che bisogna attivare una strategia di comunicazione ampia e articolata promuovere una maggiore consapevolezza sull’uso dei sistemi di parental control. Vale a dire, informazione e assistenza per utilizzare e anche personalizzare il parental control da parte dei genitori sulla base dei propri valori e modelli educativi; ma soprattutto una forte comunicazione sociale delle istituzioni sull’attuazione della legge che riesca a sensibilizzare l’opinione pubblica per una più adeguata cultura dei diritti dei minori nel mondo della comunicazione. Sono i diritti a godere di tutte le opportunità che la rete offre per socializzare, divertirsi, formarsi ed essere informati e anche di fare tutto questo in condizioni di sicurezza verso i rischi di esposizione a contenuti inappropriati.

D’altra parte dobbiamo ricordare che anche lo stesso CGD si è sempre collocato in un’area politico-culturale che prende ispirazione dai valori di laicità, libertà di espressione e giustizia sociale contenuti nella nostra Costituzione, ritenendo che l’attenzione alla tutela dei minori non è, né potrebbe essere, un atteggiamento portatore di istanze censorie. Mi piace anche ricordare lo storico interesse del CGD per i temi della comunicazione – pensiamo all’impegno in tale direzione della prima Presidente nazionale, Marisa Musu – e anche il ruolo prezioso svolto, in condizioni molto difficili, da Angela Nava, ultima Presidente uscente del CNU.

In questo sistema di tutela dei diritti dei minori si inserisce anche il recente rinnovo del Comitato Media e minori e l’aggiornamento del codice di autoregolamentazione. Qual è stato il contributo del Cnu?

Innanzitutto, il CNU ha contribuito al rinnovo del Comitato Media e minori indicando per la quota di componenti di sua competenza personalità esperte e rappresentative (tra le quali, peraltro, ci sono anche due presenze di provenienza Cgd).

Tuttavia, abbiamo ricordato anche la necessità ormai improrogabile di  predisporre un nuovo Codice di autoregolamentazione. Quello vigente, cioè il Codice Tv e minori, risale al 2002, in un mondo del tutto diverso da quello attuale nel settore della comunicazione audiovisiva. Sia per gli aspetti tecnologici che per il contesto normativo di riferimento. E’ un argomento che abbiamo affrontato già in altre occasioni e sul quale mi piacerebbe confrontarmi all’interno della nostra associazione.

Faremo di tutto perché la voce degli utenti, e in particolare dei genitori, sia ascoltata nel processo di definizione delle nuove regole.

Come vedi le prospettive di lavoro per l’anno iniziato?

Sono ottimista, se guardo all’impegno e alla coesione che stiamo dimostrando nel Consiglio. Non posso nascondermi però che sarà molto difficile portare avanti il programma senza le risorse organizzative e finanziarie adeguate. Inoltre è necessario raccogliere sempre di più attorno alle iniziative del Cnu il mondo delle associazioni degli utenti e dei consumatori. Noi proveniamo da questo mondo e quanto più riusciremo a mantenerci in dialogo tanto più saremo in grado di rappresentarlo con le altre istituzioni.

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