Un pò di Storia

Un po’ di storia

A chi si avvicina a questa associazione vogliamo offrire una piccola rassegna di alcuni momenti della sua storia. Per lavorare in un’associazione e contribuire a farla crescere è indispensabile, infatti, conoscere e rispettare i progetti e le passioni che hanno coinvolto chi si è impegnato prima di noi.

Il Cgd è nato nel 1976

sull’onda dei movimenti di partecipazione e di rinnovamento democratico delle istituzioni tradizionali. Il suo primo presidente è stata Marisa Musu, giornalista, partigiana, medaglia d’argento al valor militare. Nella sua storia ormai ultra trentennale, il Cgd ha operato nelle scuole e negli altri contesti educativi per affermare una nuova cultura dell’infanzia e dell’adolescenza ispirata ai valori di laicità, democrazia, libertà e uguaglianza della Costituzione Repubblicana.

Allegato: Marisa Musu – premessa a Bambini e genitori nella società e nella scuola. Breve storia del Cgd, Fondazione italiana per il volontariato, 2000.

 CGD in lotta

La scuola è stata il principale terreno di impegno del Cgd. Molte volte, negli anni passati, il Cgd è sceso in piazza assieme a sindacati e ad altre associazioni, per contrastare gli attacchi alla scuola pubblica e promuovere i valori della democrazia e della laicità.

Allegato: Scuola pubblica: TU per pochi, IO per tutti un estratto dal documento per una manifestazione nazionale contro la “Riforma” Moratti.

Gli Incontri internazionali di Castiglioncello

Tra le iniziative che maggiormente qualificano la sua storia ormai ultra-trentennale vanno ricordati soprattutto gli Incontri di Castiglioncello che, per la loro continuità negli anni, costituiscono un momento come momento di analisi e di riflessione sulla condizione dell’infanzia nel nostro Paese.

Dal 1984, data della prima edizione, sono state affrontate di volta in volta le principali questioni emergenti della condizione infantile (dalle nuove tecnologie alla violenza all’infanzia, dalle situazioni di emarginazione alle nuove tematiche della complessità educativa) attraverso la presenza di esperti italiani e stranieri ai massimi livelli, gli insegnanti, i genitori e gli operatori socio-sanitari.

La storia degli “incontri”

Il Bambino Tecnologico ’84 e ’85 

L’impatto delle nuove tecnologie informatiche sullo sviluppo infantile, nelle relazioni genitori-
figli, sulla vita scolastica e nelle attività di recupero dei portatori di handicap.

Il Bambino Violato ’86 e ’87
Il drammatico emergere dei fenomeni di violenza all’infanzia, sia nelle forme di più eclatante
abuso e maltrattamento sia in quelle della più insidiosa e quotidiana micro-violenza nella famiglia e nelle istituzioni. L’affidamento familiare come possibile terapia di intervento.

Il Bambino Bionico ’88
Le inedite prospettive inaugurate dalle più recenti esperienze di procreazione artificiale e di
ingegneria genetica, per ciò che riguarda l’identità del bambino sulla linea di confine tra natura
e tecnologia.

Il Bambino Colorato ’89
Le manifestazioni più acute di violenza e di sfruttamento verso l’infanzia attuate attraverso il razzismo, la guerra, l’intolleranza etnica.

Il Bambino Bruciato ’90
Le gravi condizioni di emarginazione sociale e culturale che costringono, nel nostro Paese, larghe fasce di ragazzi ai margini della legalità.

Il Bambino Fuorigioco ’91
L’analisi critica del concetto di “normalità” della condizione infantile, attuata attraverso l’esame di due situazioni segnate da forti tratti di “diversità”: l’integrazione dei ragazzi portatori di handicap e la condizione dei neonati e dei bambini sieropositivi.

Il Bambino on-off ’92
La diffusione capillare delle nuove tecnologie influenza non solo la qualità della comunicazione e la trasmissione culturale ma agisce profondamente sui processi cognitivi e formativi con dinamiche non ancora sufficientemente esplorate.

Il Bambino Sud ’94
L’immigrazione, la cooperazione allo sviluppo, l’adozione internazionale, l’integrazione scolastica, sono i temi che consentono di riflettere sulla condizione “debole” dei bambini e delle bambine del Sud del mondo.

Il Bambino Cattivo ’96
Nella fascia d’età dalla scuola materna alla fine della scuola dell’obbligo i comportamenti prevaricatori o passivi si sono diffusi ed intensificati. I temi dell’incontro sono l’insorgenza di tali comportamenti, i segnali di rischio da percepire, i processi di costruzione delle regole sociali, il peso della comunicazione, il ruolo di genitori e di educatori.

Il bambino supernovo
Di fronte all’universo infanzia del terzo millennio, il Bambino supernovo sorge come una stella, meraviglia dell’ignoto su cui convergono nuove incerte conoscenze ed antiche ansie non sopite.
Ci chiediamo se i bambini di oggi sono diversi da quelli di ieri, o se i tratti di novità che percepiamo in loro, come per un’immagine virtuale, non siano altro che i riflessi di mutamenti profondi. Mutamenti intervenuti negli ultimi anni che riguardano aspetti rilevanti dei contesti di vita, pongono problemi inediti e suscitano profonde incertezze tra i genitori e gli educatori.

Il bambino fantastico 2000
Dov’è finita la fantasia? Si è estinta? E, soprattutto, dove si è rifugiato uno dei principali esperti del «settore», il «bambino fantastico»? Il bambino e la bambina che esplorano mondi immaginari, che inventano giochi improbabili, che si lanciano in avventure incomprensibili per gli adulti, possono considerarsi ormai figure datate, protagonisti di epoche remote? Oppure, se ancora esistono, sono destinati ad essere dei piccoli emarginati?

Il Bambino s-confinato 2002
II Bambino del terzo millennio vive e cresce in una rete di relazioni e di comunicazioni globali, inserito nelle ‘zone di confine’ tra popoli, culture, appartenenze sociali e religiose diverse, sul margine ambiguo
dell’accesso a nuove opportunità e libertà o della caduta nell’isolamento e nell’emarginazione culturale. A lui, proprio a lui, a ‘Il bambino s-confinato’ é dedicato il XIV Incontro Internazionale di Castiglioncello.

Il bambino s/regolato 2004
“Il corso del mondo è un fanciullo che gioca muovendo qua e là i pezzi del gioco” (Eraclito). Cosa succede quando sembrano saltare le regole del gioco nel mondo degli adulti, quello che i
bambini dovrebbero imparare a conoscere? “I bambini ci guardano”. E cosa vedono? Un mondo più che mai sregolato in cui spesso si trasgredisce senza essere puniti. Sembrano saltati il ‘patto sociale’, le regole delle società civili moderne e democratiche che prevedono giustizia, economia solidale, pari opportunità, equa distribuzione di mezzi, risorse, ricchezze.

Il bambino ir/reale 2006
Le tematiche scelte per quest’anno si articolano su alcune delle dimensioni che esprimono la complessità della condizione dell’essere bambino nel Terzo Millennio: quali sono i luoghi nei quali collochiamo il futuro delle generazioni più giovani? Su quale corredo di competenze culturali e sociali facciamo
affidamento? All’interno di quale tipo di rapporto educativo e di autonomia tra le generazioni? In che misura riusciamo a garantire e accrescere il livello di democrazia e di giustizia sociale nell’accesso alle opportunità educative?

Il bambino selvaggio 2008
Nella diciassettesima edizione degli Incontri di Castiglioncello genitori, docenti, educatori, rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali,studiosi dei temi dell’infanzia e della comunicazione, concentreranno
l’attenzione sui fenomeni che emergono dalla crescente estraneità tra le generazioni. A delineare i tratti del Bambino selvaggio saranno relazioni, ricerche, tavole rotonde, mostre su temi quali i nuovi linguaggi e le condizioni di vita delle giovani generazioni, gli orizzonti pedagogici e i nuovi profili di professionalità docente, il ruolo dell’immaginario e il valore delle narrazioni. Nei laboratori tematici, infine, esperienze concrete sui linguaggi degli adolescenti, le opportunità e i rischi dell’universo multimediale, le nuove forme della professionalità docente, i processi di comunicazione tra culture e tra generazioni.

I più recenti

Il bambino creAttivo 2010
Le nuove tecnologie della comunicazione rappresentano un ostacolo alla fantasia di bambini e adolescenti o mettono a loro disposizione opportunità sinora inedite per esprimerla? In quali
contesti si manifesta la creatività giovanile e in che modo possiamo promuoverla attraverso un’azione educativa e formativa consapevole? Affiora oggi tra i ragazzi una forte difficoltà di esprimere la propria immaginazione. Quali sono i fattori che la inibiscono e quali invece le condizioni che potrebbero sollecitarla? Ed ancora: di fronte all’evoluzione economica in atto e in particolare ai processi conoscitivi
all’interno delle reti culturali e produttive, quali possibilità abbiamo di recuperare il senso antagonistico, critico della creatività ribadendone al contempo la funzione specificamente educativa?

Il bambino S/paesato 2012

Se Paese è metafora di uno spazio di contenimento che determina senso di appartenenza, condivisione di storia, di storie, di valori e solidarietà, dotato di bussole e riferimenti ideali, valide coordinate etiche, pratiche di comportamento condivisibili e modelli di sviluppo sostenibile, gli adulti oggi sembrano avere smarrito tale spazio.Lo s/paesamento che ne deriva genera disagio, incertezze e ambiguità soprattutto nelle figure di riferimento per l’infanzia: genitori, insegnanti e quanti hanno responsabilità di formazione ed educazione dei futuri cittadini: gli adulti sembrano perplessi riguardo ai saperi e ai valori di base da trasmettere.

Notizie dai CGD locali

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