LETTERA APERTA AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE PATRIZIO BIANCHI

Gentile Ministro,

  • si rivolge a Lei, i il Coordinamento Genitori Democratici (CGD) – membro fin dalla sua istituzione del Fonags- che nasce, quarantacinque anni fa, da una felice intuizione di Gianni Rodari e della partigiana Marisa Musu: siamo tutti, genitori e non, responsabili delle generazioni che mettiamo al mondo.
  • L’idea di una scuola in cui abbiano gambe i diritti di tutte le bambine ed i bambini che vivono nel nostro Paese è l’asse portante della nostra azione negli anni, in difesa di una scuola pubblica realmente inclusiva: la scuola della Costituzione.
  • Abbiamo creduto che il “Niente sarà più come prima” non fosse uno slogan di comodo coniato per l’occasione. Abbiamo creduto che nella scuola fosse davvero iniziato un processo di revisione dei tanti problemi che la attanagliavano da anni e che la pandemia faceva emergere come cartina di tornasole.
  • Abbiamo collaborato, partecipato, siamo scesi in piazza ed abbiamo cercato di interloquire con i livelli istituzionali, mentre vedevamo i nostri ragazzi sempre più esposti in quella che oggi fonti mediche definiscono con dati certi: pandemia secondaria.
  • In questi giorni Lei ha tracciato un nuovo compito per gli educatori: quello della CURA.  Ma la cura si esercita innanzitutto con l’ascolto.
  • Come associazione di genitori non abbiamo potuto portarle i nostri bisogni ma neanche le nostre proposte in un incontro istituzionale.
  • Oggi siamo a chiederLe di concederci il tempo dell’ascolto.
  • Molte le questioni che ci premono: il PNRR e gli investimenti nella e per la scuola; la revisione del PCTO; la composizione delle classi in relazione agli organici, il bonus psicologo e l’edilizia scolastica; gli esami di fine corso.
  • A proposito dell’ascolto siamo convinti che le proteste degli studenti vadano prese in seria considerazione. La loro opposizione alla decisione di tornare con gradualità a un esame di maturità dell’era pre-Covid dice qualcosa di più che un semplice no a un tema di italiano o a una traduzione di latino. Le manifestazioni e i cortei, respinti addirittura anche con la violenza, raccontano di una “next generation” italiana che ha visto ben poco delle magnifiche “sorti progressive” promesse con i nuovi investimenti in arrivo dall’Europa.

Il problema delle nuove generazioni è un problema che innanzitutto appartiene al mondo adulto. Un mondo incapace di porsi in posizione di ascolto autentico dei bisogni fondamentali di crescita, di porre un’attenzione qualificata all’infanzia e all’adolescenza, di sentire come compito prioritario investire nelle giovani generazioni.

Le manifestazioni in piazza, le occupazioni degli istituti, esprimono questo: il sentimento di abbandono, la percezione dell’assenza di una visione, di un progetto collettivo che di fatto continua a testimoniare la fragilità (se non la miseria) culturale, politica, pedagogica e istituzionale del mondo adulto. Le ragazze e i ragazzi sono dei sensori delle relazioni sociali, perché non hanno il filtro di posizioni ideologiche e possono avvertire il contesto generale con una sensibilità di cui il mondo adulto deve imparare a tenere conto.

Per tutto questo, Ministro, Le chiediamo un incontro, non più rinviabile, già richiesto più volte nelle sedi Istituzionali; ascoltare la voce dei genitori, attori anch’essi della scuola, consente di riconoscere loro un ruolo in quel processo di cambiamento della scuola che tutti noi aspettiamo e auspichiamo da tempo.

Angela Nava Mambretti Presidente Nazionale CGD

Roma 21/02/2022

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