I BAMBINI NON DEVONO STARE IN CARCERE.

Ciò che è acaduto nel carcere di Rebibbia, a Roma, ci obbliga a chiederci: cosa ci facevano due bambini così piccoli in un carcere? Come è possibile che un ordinamento penale possa consentire questo?

Sono ancora molti, troppi i bambini che vivono in una situazione di “detenzione”, privati dei loro diritti fondamentali, sanciti dalla nostra Costituzione ( Articolo 31, comma 2), dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e dall’ articolo 24, comma 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, non ultimo,  dalla Legge italiana  62/2011 che vieta la carcerazione di madri con figli di età fino a 6 anni.

Troppe le criticità che permangono e che fanno prevalere la logica della sicurezza rispetto all’impatto devastante che la detenzione comporta per un bambino, sotto il profilo emotivo, sociale, relazionale, fisico e psicologico.

Non è accettabile che anche un solo bambino varchi la soglia di un carcere e vi debba crescere anche per un solo giorno.

“L’interesse superiore del bambino deve essere considerato preminente”, questo viene scritto e questo viene ignorato.

Una Stato che dimentica principi umanitari basilari e consente che siano i bambini a pagarne il prezzo, dovrebbe interrogarsi, intervenire immediatamente su analoghi casi, ancora esistenti, e lavorare su una  reale riforma del sistema carcerario.

Il Coordinamento Genitori Democratici sta e starà sempre dalla parte dei bambini, in ogni circostanza, contro ogni scelta che possa far dimenticare o mettere in subordine i loro diritti.

21 SETTEMBRE 2018

COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI

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