Ogni anno, all’apertura delle scuole si ripropone il “caro libro” ….La proposta del CGD per una inversione di rotta.

Da REPUBBLICA 2/09/18

Dossier SCUOLA

Di Ilaria Venturi

Cara scuola, quanto mi costi. Ogni anno si ripropone un settembre da profondo rosso nel bilancio familiare per arrivare al suono della campanella con tutto l’occorrente: libri e dizionari, zaini e quaderni. Al punto che ora i genitori sbottano: «Mettiamo un freno, il welfare per le famiglie si sta disgregando e la fatica a sostenere i costi per la scuola aumenta. Chiediamo un tavolo col ministero all’Istruzione, gli editori, gli studenti e i docenti: si apra un dibattito pubblico».

L’appello viene dal Coordinamento genitori democratici per voce della presidente Angela Nava Mambretti. E il senso è quello di un’inversione di rotta. «Una reale rivisitazione della cultura del libro di testo non c’è stata, anzi si sono fatti passi indietro anche rispetto ad esperienze positive come le biblioteche di classe, i diari autoprodotti, l’apprendimento cooperativo. Il ministero impone dei tetti di spesa sui libri adottati dai docenti, ma sono gli stessi tetti che cominciano ad essere insostenibili per tante famiglie».

Ma quanto si spende per mandare i figli in classe? A fare i conti è un’indagine, realizzata da Doxa, dell’Osservatorio Findomestic: 611 euro in media. Il conto scende a 458 euro per chi ha un figlio e sale a 686 per chi ne ha di più. Nel Nord-Ovest si spendono 698 euro contro i 540 al Sud. Le voci che più incidono sono i libri e i dizionari, seguono la cancelleria, per un 43%, e i trasporti per un quinto.

L’andamento della spesa negli ultimi tre anni è abbastanza costante e si aggira intorno ai 600 euro. «Gli indicatori di consumo non ci portano a dire che le famiglie sono più in difficoltà dello scorso anno», spiega Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio.

Ma è anche vero che le famiglie per sostenere i costi della scuola sono costrette a fare rinunce: un intervistato su due ammette che dovrà limitare beni quali elettrodomestici, spese per la casa e per il tempo libero. Ed è caccia al risparmio.

Curiosamente cala chi si rivolge al mercato dell’usato (dal 73% dello scorso anno al 59%), ma perché sempre più si cerca lo sconto con l’acquisto online.

L’indagine rivela anche che quasi una famiglia su due non sa che può detrarre il 19% delle spese per la scuola dei figli.

«Nelle casse dello Stato rischiano di rimanere centinaia di milioni che le famiglie potrebbero recuperare», commenta Bardazzi.

Il tema caldo è sul costo dei libri. Gli editori, che hanno appena annunciato testi gratuiti per gli alunni colpiti dal crollo del ponte a Genova, chiariscono che la spesa è ferma da almeno quattro anni. «Non ci sono stati rincari sostanziali: l’1,67% per le medie, lo 0,82% alle superiori – afferma Giovanni Bonfanti, presidente del Gruppo educativo dell’associazione italiana editori – spesso, invece, è la spesa sostenuta per il corredo scolastico a essere confusa con quella dei libri».

I digitale non decolla, i libri autocostruiti lanciati a Brindisi dal preside Salvatore Giuliano, ora sottosegretario, rimangono un’alternativa ma non per tutti.

A Verona l’Associazione genitori (Age) sperimenta alle medie il comodato d’uso gratuito: testi acquistati per tutti e riconsegnati ogni anno ai nuovi alunni. «Così si aiutano i ragazzi a un uso corretto dei libri e i docenti a non fare cambi continui», spiega Chiara Crivelli, segretaria dell’Age. Il problema sono le nuove edizioni. E i libri non obbligatori ma solo consigliati, «quel sottile ricatto a cui le famiglie cedono», commenta Angela Nava Mambretti invitando, appunto, «a una nuova pedagogia del libro di testo».

 Da ORIZZONTE SCUOLA

Caro libri, genitori chiedono confronto fra Miur, docenti, editori e studenti

di Elisabetta Tonni

Per porre un margine al “caro libri”, il coordinamento genitori democratici ha chiesto un tavolo di confronto e di dibattito pubblico con il Miur, gli editori, i doceni e gli studenti.

Con la ripresa dell’anno scolastico, infatti, per le famiglie torna il solito problema dei costi dei testi e materiali di studio da affrontare per garantire l’istruzione dei pargoli.

Esperimenti già nel passato

Gli esperimenti alternativi per cercare di trovare una soluzione finora non hanno prodotto sufficienti risultati.

Come scrive anche Repubblica, l’idea del sottosegretario Salvatore Giuliano lanciata ai tempi in cui era preside in una scuola a Brindisi, seppur valida, non è sembrata un’alternativa praticabile per tutti. Anche le versioni digitali dei libri non hanno riscontrato il successo sperato, mentre a Verona un gruppo di genitori ha proposto la formula del comodato d’uso per i libri di testo.

L’ammontare della spesa

Sta di fatto che la spesa per la didattica a carico delle famiglie, secondo un’indagine, realizzata da Doxa, dell’Osservatorio Findomestic, ammonta mediamente a 611 euro, con le dovute differenze se a studiare in famiglia è un ragazzo soltanto o più di uno. Laspesa maggiore è proprio per libri e dizionari, seguiti dalla cancelleria e, infine, anche dai trasporti.

Secondo Angela Nava Mambretti, presidente del coordinamento dei genitori democratici, ilproblema è rappresentato dalle nuove edizioni e dalla formula sibillina che queste sianoconsigliate. “Quel sottile ricatto  – fa notare Nava Mambretti – a cui le famiglie cedono“. E lancia la teoria di “una nuova pedagogia del libro di testo“.

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