COMUNICATO STAMPA DEL CGD : NO alle linee- guida no-gender del Presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi.

Comunicato stampa

23 maggio: conferenza no-gender e scuole

 Al vaglio l’illegittimità delle linee guida no-gender di Rossi e Fa’afafine

Si terrà domani mercoledì 23 maggio, dalle ore 14.30 alle ore 18.30 presso il Dipartimento di scienze sociali, Aula Kessler, un workshop con relatori di livello nazionali dal titolo Diritti e doveri nelle scuole della Repubblica. Si tratta del primo evento della rassegna Festival dei diritti – Identità, diritti, doveri, con ulteriori appuntamenti giovedì 7 (organizzazioni di tendenza) e venerdì 8 giugno (filiazione e co-maternità). Il coordinamento scientifico: Centro interdisciplinare studi di genere – Università di Trento.

L’evento di domani è promosso dalla CGIL del Trentino, FLC del Trentino, UIL Scuola del Trentino, Coordinamento genitori democratici e intende considerare da un punto di vista giuridico le pretese di quei genitori che rivendicano un monopolio su ciò che può essere insegnato ai propri figli nella scuola pubblica, oltre che privata (movimento cosiddetto no-gender).

Il Coordinamento genitori democratici APS (www.genitoridemocratici.it/) è dalla sua fondazione impegnato nella difesa della scuola pubblica e del diritto del minore a ricevere una corretta educazione ed istruzione. In particolare, è dovere della scuola, come previsto dalla normativa italiana, eradicare i fenomeni di bullismo ed educare alle pari opportunità fra uomo e donna. Denuncia che oggi vengono utilizzare le tematiche sull’omosessualità come cavallo di Troia per impedire che nelle scuole si affermi il diritto delle bambine e delle ragazze a non essere discriminate rispetto ai compagni maschi e dei ragazzi a poter decidere di essere anche dei padri accudenti e non solo in carriera. Si vogliono così finalmente demolire i traguardi raggiunti a fatica nei decenni scorsi dai movimenti femministi: educazione sessuale, affettiva, parità di genere.

In particolare, durante il convegno saranno illustrati dati inediti in merito allo spettacolo teatrale Fa’afafine della primavera scorsa. Sarà presente il registra Giuliano Scarpinato, il quale racconterà di come i movimenti anti-gender abbiamo ostacolato il tour di uno spettacolo pluripremiato. Il Comitato per i laici trentini per i diritti civili, che ringraziamo, ha ottenuto dal Centro servizi culturali Santa Chiara di Trento dati ufficiali.

Il Coordinamento rileva con preoccupazione quanto avviene in Trentino, terra in cui dirigenti e docenti hanno ceduto rispetto alla tesi per cui occorre il consenso dei genitori per attività curriculari che si svolgono negli orari della scuola dell’obbligo. La circolare di Rossi del 7 febbraio 2017 era di fatto rivolta allo spettacolo Fa’afafine, affermando che la stessa era attività integrativa. Lo spettacolo si svolgeva la mattina nell’orario della scuola dell’obbligo. L’ultimo paragrafo della lettera lascia intendere la perentorietà del pensiero del Presidente della Giunta. Ciò ha fatto sì che metà delle scuole che avevano aderito allo spettacolo Fa’afafine si tirassero indietro all’ultimo. La percentuale esatta di chi si è chiamato fuori all’ultimo è pari a -51%, ovvero rispetto a 182 posti prenotati, solo 90 fra alunni e accompagnatori si sono presentati. Alcune scuole hanno quindi preferito non portare altre 92 persone allo spettacolo.

Come emerge dai dati dell’ottima rassegna Scappo a treatro, ciò è un caso unico e altri eventi hanno visto in corso d’anno addirittura aumentare le adesioni. Ci domandiamo come sia possibile che il Presidente Rossi abbia leso la credibilità di un ente funzionale della stessa Provincia, quale è il Centro culturale Santa Chiara, “mettendo in guardia” le scuole che per questo (e non altri) spettacoli fosse necessario il consenso espresso. Ciò ha anche determinato un danno economico alle finanze dello stesso Ente per l’inusitato passo indietro delle scuole trentine.

Il Presidente Rossi ha poi adottato anche le linee guida del 24 marzo 2017 facendo propria la mozione anti-gender del Consigliere Borga e di altri. Nel corso del convegno il prof. avv. Mario Perini dell’Università di Siena porrà al vaglio la legittimità di linee guida che – caso unico in Italia – consentono ai genitori di obiettare ai contenuti impartiti durante l’orario curricolare e di non far frequentare ai propri figli la scuola dell’obbligo, senza addurre alcuna motivazione per l’assenza. Ma allora che scuola dell’obbligo è? Tale manifesta violazione del dettato costituzionale, che tutela il valore della scuola pubblica senza che i genitori possano scegliere à la carte cosa piace e cosa non piace, sarà oggetto della relazione del prof. Perini.

Come Coordinamento genitori democratici intendiamo quindi quanto prima impugnare davanti ad un giudice le linee guida di Rossi perché ne sia dichiara la palese illegittimità. Domandiamo al Presidente Rossi se tutelare i pregiudizi di genere è la strategia della Giunta per contrastare i gravi episodi di femminicidio che continuano ad essere un problema molto trentino. Le scuole della Provincia devono essere supportate e non ostacolate nel difendere la parità di genere. Per questo ricorreremo contro le linee guida, per evitare che il Trentino sia additato nel resto d’Italia come il sistema scolastico che mina alla base la nostra Costituzione repubblicana e sia una terra contraria all’emancipazione delle donne e di tutti i cittadini.

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