Audizione del 27 Maggio 2015 VII Commissione Senato sul DDL.2994

AUDIZIONE DEL 27 MAGGIO 2015
VII COMMISSIONE SENATO SUL DDL.2994

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AUTONOMIA SCOLASTICA, OFFERTA FORMATIVA, ASSUNZIONI E FORMAZIONE DEL PERSONALE DOCENTE, DIRIGENZA SCOLASTICA, EDILIZIA SCOLASTICA E SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA.

            Il Coordinamento Genitori Democratici CGD Nazionale, proprio nella sua specificità di associazione di genitori intende focalizzare la propria attenzione sulla scuola come comunità educante, composta da insegnanti, alunni, personale ATA, genitori, in grado davvero di realizzare una scuola aperta, laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione ed innovazione didattica.

Dispiace sottolineare, ancora una volta, la totale assenza di una proposta di riordino dei cicli, che non è, a nostro avviso , più rinviabile;  rileviamo inoltre, come non sia stato raccolto il forte segnale inviato da numerose associazioni professionali, oltre alla nostra, sull’abolizione del voto numerico nella scuola primaria di primo grado. Unica riforma a costo zero che avrebbe segnato una reale rottura con un recente passato e, riprendendo la grande tradizione pedagogica del nostro Paese cancellata con un colpo di spugna in nome della semplificazione, avrebbe riproposto il tema di una valutazione formativa dei nostri più giovani allievi.

Da una lettura dell’art. 1 del DDL, così come modificato, che attiene alle finalità del sistema di istruzione e formazione, peraltro condivisibili, auspichiamo che le risorse finanziarie, strumentali, e la dotazione organica dell’autonomia, siano congrue rispetto agli obiettivi indicati. Infatti le somme previste appaiono sostanzialmente insufficienti specie se paragonate con quelle erogate alle scuole paritarie.

Art. 2 comma 8

Si ravvisa una potenziale difficoltà ad individuare il fabbisogno dell’organico per un periodo triennale, anche se è prevista una possibile rivisitazione annuale. La triennalità  del Piano sembra essere più legata alla durata del contratto della dirigenza e dei docenti in “regime di chiamata”, che non alle varie esigenze didattiche, organizzative e formative, alla variegata composizione economica e culturale dei territori e alla richiesta di flessibilità imposta dalla continua rimodulazione per accorpamento e dimensionamento delle autonomie scolastiche.

Art. 2 comma 18

Le attività ricreative, educative, culturali e artistiche, svolte nei periodi di sospensione dell’attività didattica da parte di Enti locali, in collaborazione con le famiglie interessate e realtà associative, devono preventivamente passare al vaglio del Consiglio d’Istituto per non essere in contrasto con le finalità indicate nel POF.

Art. 4 comma 3

Si ritiene utile prevedere che il percorso alternanza scuola/lavoro sia supervisionato e seguito da un docente tutor dell’istituzione scolastica che, in possesso di idonee competenze, possa affiancare gli studenti, monitorarne il percorso e i risultati. Tale percorso di alternanza potrà quindi essere previsto all’interno dell’anno scolastico.

Art. 4 comma 7

Si ritiene utile stabilire linee guida che possano orientare la scelta del dirigente scolastico nei confronti degli enti privati disponibili all’attivazione di percorsi di alternanza scuola/lavoro ed inseriti nel relativo registro.

Art. 8 comma 3

Si ritiene sia necessario indicare preliminarmente il numero degli allievi per classe al fine di attuare, con criteri di trasparenza e omogeneità sul territorio nazionale, il riparto della dotazione organica tra le regioni.

Art. 9

Nell’articolato le attribuzioni del dirigente scolastico rimangono notevolmente ampie. La chiamata diretta prefigura una possibile subalternità del docente alle scelte del dirigente, oltre ad uno stravolgimento della logica della mobilità. Tutto ciò può, a nostro avviso, avere serie implicazioni sulla libertà di insegnamento, garanzia essenziale anche nella formazione degli studenti. Un’altra implicazione  gioca sul piano delle dinamiche relazionali e conseguentemente sul clima dell’istituzione scolastica.

Proponiamo quindi di rivedere le prerogative previste per il dirigente scolastico, con particolare riguardo alla “chiamata diretta” che rischiano di comprimere la dimensione collegiale della scuola e la sua funzione di palestra di democrazia partecipata.

Capo III art. 11- 13

Nei documenti della nostra Associazione abbiamo sempre chiesto la partecipazione dei genitori e degli studenti  delle scuole superiori al processo valutativo di istituto.

Nel DDL troviamo invece una valutazione collegata alla  premialità economica dei docenti che, in questo modo ,  viene anche sottratta alla contrattazione . Manca anche  una chiara distinzione delle diverse competenze di chi giudicherà  e della materia specifica su cui occorrerà esprimere un parere, anche perché non viene espresso alcun indicatore.

Siamo convinti che i genitori non possano , per competenza e ruolo, giudicare adeguatamente la “qualità dell’insegnamento”; possono invece contribuire ad una valutazione di sistema che in itinere verifichi il raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano dell’offerta formativa. Il possibile esito dell’applicazione dell’articolo di legge, così come è stato elaborato,  determinerà una conflittualità tra le parti  che non gioverà certo al clima della  scuola.

E’ necessario, invece, consolidare un modello operativo in grado di comporre in modo integrato e coerente, per un verso, modalità di valutazione individuale e di sistema (così da allineare gli apprendimenti degli allievi agli standard di competenza richiesti) e, per un altro verso,  processi valutativi interni ed esterni (per porre in rilievo gli elementi del contesto specifico contrastando altresì i rischi di autoreferenzialità).

Per noi il valore della scuola e della conoscenza richiede di pensare che il sistema di valutazione si incardini attorno ad una agenzia pubblica:

  • Autorevole ed indipendente;
  • Che risponda al Parlamento e al Presidente della Repubblica;
  • Che svolga la funzione di regia scientifica sul sistema di valutazione;
  • Che possa sottoporre ad analisi e valutazione i risultati delle stesse politiche adottate nel campo dell’istruzione.

Art. 16

L’istituzione del Portale Unico dei dati della scuola, gestito dal MIUR è uno strumento prezioso di informazione e scambio. Ribadiamo la nostra proposta di prevedere  al suo interno una banca dati dei genitori impegnati negli organi collegiali, nel rispetto delle procedure di legge previste in materia di tutela della privacy e di trasparenza. Tale contenitore sarà uno strumento utile di formazione/informazione sulle buone prassi educative, aperto anche, su richiesta, alle associazioni di genitori e studenti accreditate al MIUR.

ART. 19

Non comprendiamo la prevista  estensione della detraibilità delle spese sostenute per la frequenza scolastica alle  scuole paritarie secondarie di secondo grado, quindi  oltre la scuola dell’obbligo:   non condividiamo la scelta di distogliere ulteriori fondi alla scuola pubblica che vive, come sappiamo,  una situazione di estrema precarietà.

Rimangono, pur se ridotte, numerose deleghe, su temi portanti della riforma; permangono quindi preoccupazioni  sulla mancata possibilità di svolgere un’analisi approfondita delle relative materie nella sede legislativa consona a tale compito. In particolare ci preoccupa la mancata previsione di un finanziamento ad hoc che garantisca l’effettività del diritto allo studio su  tutto il territorio nazionale.

Infine sul tema della governance della scuola , che è stata ritirata dalle Deleghe, riteniamo, pur nella consapevolezza di una necessaria riforma degli OO.CC. , che vada comunque mantenuto  uno spazio di confronto ai genitori : la componente dei genitori e  degli studenti devono essere garantite attraverso la  loro presenza strutturata, nella partecipazione alle scelte di indirizzo dell’istituzione scolastica e negli spazi democratici di confronto nei consigli di classe/interclasse, nei consigli di istituto – presieduti da un genitore- nei comitati genitori e nelle assemblee, ferme restando le distinzioni tra compiti di indirizzo e di gestione. E’ ora di passare al bilancio sociale partecipato nelle singole istituzioni scolastiche che rilancerebbe la partecipazione. Auspichiamo che su questo argomento si apra un confronto con le realtà sociali interessate.

Audizione Senato 27 Maggio 2015 Buona Scuola

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