una bellissima lettera di un insegnante in pensione che ci aiuta a ragionare sui voti numerici….

numeri

Carissimo “Pierino”,  scusa se ti coinvolgo, ma questa volta non è per parlare male di te e dei tuoi colleghi. Una volta tanto vorrei prendere le difese della categoria dei “Pierini”,quelli che, tanto per intenderci, frequentano le aule scolastiche con qualche difficoltà. Tu sai bene, anche se sei al primo anno di scuola primaria, che questo è il periodo delle pagelle.

Come potrai verificare con mamma e papà, la tua pagella contiene a sinistra i nomi di ciò che la maestra ti ha insegnato (materie) e a destra dei numeri, massimo fino a dieci. Ti sarai confrontato con il tuo vicino di banco a avrai scoperto che anche nella sua pagella ci sono i numeri, ma, mentre i suoi stazionano verso la fine della decina, i tuoi occupano posizioni più basse. Ti sarai chiesto il motivo e non avrai saputo trovare una risposta. Te lo spiego io. Quelli che voi chiamate “i grandi” pensano, scrivono ed approvano le leggi. Un bel (mica tanto!) giorno hanno pensato, scritto ed approvato una legge che obbliga la tua maestra a dire se hai imparato a scrivere e a leggere non con le parole, ma con i numeri fino a dieci. Succede, quindi, che ai “Pierini” toccano i numeri più in basso ed a quelli che “Pierini” non sono toccano quelli vicini a dieci. Tu mi chiederai se è possibile fare diversamente. Certo che è possibile ed anche facile.

Basta fare una legge che dica a tutti gli insegnanti della scuola primaria di preparare loro la scheda e di non usare i numeri ma le parole. Le parole servono per raccontare non solo le storie ma anche ciò che ogni bambino ha imparato o non ha imparato a scuola.

Come vedi io ti ho scritto questa lettera perché non sono d’accordo sull’uso dei numeri. Purtroppo, però, sono un vecchio insegnante in pensione e non ho la bacchetta magica per cambiare le cose. Posso solo prometterti che suggerirò di proibire l’uso dei numeri a qualcuno dei “grandi” che conosco e possono pensare, scrivere ed approvare una legge che dica: basta numeri sia per i “Pierini”, sia per quelli che non lo sono.

Giancarlo Volpari

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