Il CGD si esprime sul Disegno di Legge n. 1260 ( audizione del 29 aprile 2014)

circolare

MEMORIA PER L’AUDIZIONE DEL 29 APRILE 2014  7° Commissione Senato                         (Istruzione) Disegno di legge n. 1260:

“Disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni e del diritto delle bambine e dei bambini alle pari opportunità di apprendimento”.

 Ringraziamo per l’invito rivoltoci a partecipare all’ audizione relativa ad una proposta di legge che riteniamo di fondamentale importanza non solo per i bambini e le bambine e le loro famiglie ma per lo sviluppo stesso del Paese. Il Coordinamento Genitori Democratici vede, nell’appuntamento odierno, una tappa importante di un percorso iniziato anni fa con la condivisione della legge di iniziativa popolare dell’allora senatrice Serafini: legge che nasceva dall’ascolto attento della società civile, del mondo della pedagogia. Il D.L. oggi  esaminato recepisce e perfeziona infatti un percorso virtuoso.

Abbiamo sempre sostenuto che fin dalla nascita i bambini e le bambine sono soggetti attivi, costruttori di apprendimenti e relazioni e l’educazione è un diritto di tutti gli esseri umani: rendere questo diritto esigibile e garantirlo è una responsabilità della collettività.

Responsabilità che assume il carattere dell’urgenza in un momento di crisi economica che si ripercuote drammaticamente sia sulle risorse delle famiglie sia sulla capacità degli enti gestori, pubblici e privati, di garantire un’offerta educativa di qualità.

In assenza di una legge di riforma di tutto il settore dei servizi educativi per i bambini e le bambine sotto i sei anni, si stanno consolidando nuovi percorsi di emarginazione secondo i quali molte bambine e bambini sono accolti in contesti che mortificano le loro potenzialità intellettuali e li espongono a esperienze di socializzazione che non sono di qualità. Infatti le difficoltà economiche e i vincoli posti dal patto di stabilità hanno indotto alcune amministrazioni locali a indire bandi per l’affidamento a privati dei servizi per l’infanzia solo su base economica senza curarsi del rispetto dei diritti dei lavoratori e delle conseguenze sulla qualità dell’offerta educativa.E sappiamo bene che una deriva qualitativa diventa spesso una deriva sociale.

 E’ urgente pertanto  portare a termine il percorso del disegno di legge che riconosce l’unitarietà del percorso educativo da zero a sei anni all’interno di una visione organica del sistema di istruzione e formazione e dare nuovo impulso sia all’estensione dei servizi per l’infanzia sia alla generalizzazione delle scuole dell’infanzia, contribuendo a sanare gli squilibri territoriali esistenti nella condizione sociale dei bambini fin dai primi anni di vita. E’ fondamentale che nel Disegno di legge siano state definite le responsabilità dello Stato, delle Regioni e degli EE.LL e la governance del settore in una prospettiva che apre sempre più all’idea dell’apprendimento permanente.

 

 

 

 

Nello specifico:

 

 

Art.1 …” I servizi educativi e scolastici del sistema integrato afferiscono al Ministero dell’istruzione, dell’Università e della ricerca”. Il CGD  ritiene necessario costituire all’interno del Ministero dell’istruzione un dipartimento che costituisca la cabina di regia dei diversi attori istituzionali e dei soggetti gestori delle pubbliche amministrazioni o di altre organizzazioni anche alla luce dei  nuovi percorsi formativi che si andranno a delineare.

ART.2 comma 2 a) si suggerisce la sostituzione del termine conciliazione con quello di armonizzazione che supera l’idea di conflitto.; c) riteniamo importante la previsione della partecipazione delle famiglie e l’istituzione di specifici organismi rappresentativi che dovrà armonizzarsi con la vigente disciplina sugli OO.CC.;

Art.2 comma 2 e) fondamentale la qualificazione universitaria del personale come requisito e garanzia di qualità ed uniformità del servizio a livello nazionale.

Art.2 comma 3. Finisce per sempre l’equivoca classificazione dei servizi per l’infanzia come servizi pubblici a domanda individuale: attengono al diritto all’apprendimento e come tale è un diritto esigibile.

Art.4 condividiamo l’aver fatto salva la specificità del percorso educativo della scuola d’infanzia (3-6 anni) e auspichiamo la definitiva scomparsa di tutte le forme di anticipo che hanno snaturato percorsi formativi adeguati all’età dei bambini.

 

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