Osservazioni sul ddl Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile A.C. 2953-A

 

Il Gruppo CRC, network composto da 90 associazioni che da tempo si occupano attivamente della promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nel nostro Paese, esprime perplessità per  l’emendamento  n.1.25  al  Ddl  n.  2953  –  delega  al  governo per l’efficienza del processo civile- all’esame della Commissione Giustizia della Camera. L’articolo 1, comma 1, lett. b) del disegno di legge detta i principi e criteri direttivi di delega, volti all’istituzione di sezioni specializzate presso i tribunali e le corti d’appello, cui devolvere le controversie relative alla persona, alla famiglia e ai minori. La Commissione Giustizia della Camera è significativamente intervenuta su questo aspetto della delega prevedendo alla lett. b) punto 2) del comma 1° la soppressione del  tribunale  per  i minorenni e l’ufficio del pubblico ministero presso il tribunale per i minorenni senza  prevedere un ufficio giudiziario autonomo quale il Tribunale per la famiglia e i minorenni, come sarebbe stato  preferibile.

Il  testo  approvato  in  Commissione  continua  inoltre  a  prevedere  un  doppio   binario di competenza territoriale in materia civilistica – distinta tra sezioni specializzate circondariali (punto 5) e sezioni distrettuali (punto 6), contraddicendo in tal modo l’auspicata concentrazione delle tutele ed in contrasto con lo spirito della riforma che è volta  al raggiungimento di criteri di uniformità, speditezza e semplificazione delle procedure.

Il fatto  stesso  di  vedere  accomunate  in  un  unico  ddl  la  materia  delle  imprese  e quella  delle persone minori  di età suscita perplessità sull’approccio a questo complesso settore.

Il Gruppo CRC ritiene imprescindibile  il  rispetto  di  principi  irrinunciabili  quali quello  di unitarietà,   specializzazione,   multidisciplinarietà,   prossimità,   formazione, peraltro   in   larga   parte richiamati  dalle  Linee  Guida  CoE  sulla  Child  Friendly  Justice del novembre 2010.  Pertanto come  già sottolineato nel 2014 si ribadisce quanto  segue.

Rispetto  all’unitarietà  si  evidenzia   come   sia   fondamentale   mantenere   l’unità della giurisdizione civile e penale in capo ad unico organo, valorizzando quindi la dimensione educativa e rieducativa del processo penale minorile. In questo senso si evidenzia anche la necessità che la riforma vada di pari passo con l’introduzione nel nostro sistema dell’ordinamento penitenziario minorile.

Così come appare irrinunciabile  la  specializzazione di tutti gli operatori coinvolti     in una materia che, per sua natura, esige conoscenze e professionalità particolari. In tal senso preoccupa che non  sia  stata  espressamente  prevista  l’esclusività  delle  funzioni  dei pubblici ministeri che andranno a costituire il gruppo specializzato in materia di persona, famiglia e minori di cui all’art. 2-undecies e la soppressione della figura del pubblico   ministero minorile specializzato, che ha compiti di particolare rilievo nel procedimento   penale minorile e per i poteri a questo  attribuiti

dalla legge n. 149 del 2001 in materia di responsabilità genitoriale, segnalazione di abbandono,  di raccordo  con  i  servizi  sociali  territoriali.  Soppressione  che  appare  peraltro in  contrasto  sia  con  il precetto sancito dall’art. 31 comma 2° della Carta Costituzionale  che  dispone  che   la  Repubblica  è tenuta a proteggere  la maternità, l’infanzia  e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo sia con le convenzioni internazionali e comunitarie in materia.

Multidisciplinarietà: Sia nel processo  penale  minorile  che  nei  collegi  giudicanti civili,  le competenze  del  giudice  o  del  collegio  giudicante  necessitano  in  questa    materia di un supporto interdisciplinare, quindi si ritiene importante la presenza della componente  privata  specializzata, affinché  i  provvedimenti  adottati  siano  proporzionati alle circostanze  e  alla  gravità  del  reato,  alla situazione del minore ed alla tutela delle relazioni familiari, conservata con la composizione attualmente prevista per i Tribunali per i minorenni.

Il principio di prossimità in una  materia che  investe  i diritti fondamentali delle persone  di minore età rappresenta un valore sociale, finalizzato a garantire oltre   l’accessibilità, il diritto all’ascolto del minorenne e l’effettiva esecuzione dei provvedimenti e    il monitoraggio necessario. Tale principio deve essere realizzato con una proficua razionalizzazione delle risorse esistenti (come richiesto dagli operatori del settore) e non invece a scapito della necessaria specializzazione dei magistrati e di tutti coloro che, a qualunque titolo, si occupano delle questioni afferenti a persone minori di età. La specializzazione rappresenta infatti l’unica garanzia per l’attuazione effettiva del principio fondamentale di tutela e promozione dell’infanzia e dell’adolescenza come indicata dalla    carta costituzionale e dalle raccomandazioni internazionali e comunitarie.

E’ necessaria una formazione continua interdisciplinare sui diritti e bisogni delle persone di minore età di diverse fasce di età della componente togata e della componente privata specializzata addetta all’Ufficio.

Auspichiamo quindi che gli interventi di riforma  sulla  Giustizia  consentano  la possibilità di istituire un tribunale e un ufficio specializzato della Procura in materia di persona, famiglia e persone minori che mantenga accorpate le competenze civili e penali minorili, soluzione ottimale per attuare i principi di unitarietà, specializzazione, multidisciplinarità, prossimità e formazione continua connaturate a queste materie.

Le sottoscriventi associazioni del Gruppo CRC

ACP- Associazione Culturale Pediatri AGESCI

Agevolando

Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini

AISMI –  Associazione Salute Mentale Infantile

ALAMA – Associazione Laziale Asma e Malattie allergiche

Ali per giocare – Associazione Italiana dei Ludobus e delle Ludoteche Anfaa – Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie

Anffas Onlus – Associazione nazionale Famiglie di persone con disabilità Intellettiva e/o Relazionale

ANPE – Associazione Nazionale dei Pedagogisti

ANPEF – Associazione Nazionale dei Pedagogisti Familiari

Antigone onlus – Associazione per i diritti e le garanzie nel sistema penale Arché

Arciragazzi

Batya – Associazione per l’accoglienza , l’affidamento e l’adozione Cammino-Camera Nazionale Avvocati per la Famiglia e i Minorenni CAM – Centro Ausiliario per i problemi minorili

CARE – Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete

Centro Studi Minori e Media Cesvi Fondazione onlus

CIAI – Centro Italiano Aiuti all’Infanzia Cittadinanzattiva

CISMAI – Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia

CSI – Centro Sportivo Italiano Cooperativa Cecilia onlus

CGD – Coordinamento Genitori Democratici Coordinamento La Gabbianella Onlus

CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza CSB – Centro per la Salute del Bambino

Federasma e Allergie Onlus Geordie – Associazione Onlus

Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia HelPeople Foundation onlus

IPDM – Istituto per la Prevenzione del Disagio Minorile IRFMN – Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Fondazione L’Albero della Vita Onlus

La Gabbianella e altri animali ONG M.A.I.S.

Fondazione Roberto Franceschi Onlus Save the Children Italia onlus

SINPIA – Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza SIMM – Società Italiana di Medicina delle Migrazioni

SOS Villaggi dei bambini onlus Terre des Hommes Italia onlus UNICEF Italia

UNCM – Unione Nazionale Camere Minorili WeWorld

 

Roma, 9 marzo 2016

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