Documento FONAGS : Incontro MIUR del 07/10/2015 su “Inclusione degli studenti con disabilità”

La normativa italiana sull’integrazione scolastica degli alunni con disabilità costituisce un punto di forza del nostro sistema educativo. Ed è per questo che è fondamentale entrare puntualmente nell’analisi di tutti quei contesti in cui viene disattesa.

L’occasione dei decreti attuativi della nuova legge 107 (Buona Scuola) è quindi una opportunità importante per permetterci di affrontare tutti i temi che sono così cari alle famiglie per costruire e proporre interventi appropriati e risolutivi da parte delle istituzioni.

Nucleo centrale della nostra analisi è la necessità di promuovere una permanente formazione approfondita e continuativa, sui tanti aspetti delle disabilità delle alunne e degli alunni, da parte dei docenti di sostegno per fare sì che la loro azione sia efficace. Solo in questo modo le scuole del sistema nazionale d’istruzione saranno in grado di garantire una accoglienza reale ai diversi bisogni.

E’ altresì ormai indispensabile che si ragioni su una formazione che si rivolga a tutti gli insegnanti curricolari e a tutti i dirigenti per permettere quella collegialità competente per realizzare i progetti necessari ad ogni singolo alunno.

E’ fondamentale, ad esempio, rilanciare e potenziare l’impegno, la riflessione e la formazione sull’ambito importantissimo del Bisogni Educativi Speciali, per fornire i migliori strumenti agli insegnanti in merito. In questo contesto è necessario investire maggiori risorse per far si che l’individuazione di un BES non risulti un gesto di delega ma diventi un impegno  nei confronti di quei bambini che veramente ne hanno bisogno.

A testimonianza della necessità di questi strumenti ricordiamo, sebbene in ambito di DSA, quanto riportato dalla Circolare USR dell’Emilia Romagna n. 13588 del 21/08/2013:

Le difficoltà che le scuole stanno incontrando nella stesura di PDP per gli alunni con DSA, sono una testimonianza indiscutibile del fatto che la capacità di lavorare sul singolo allievo e di descrivere puntualmente il processo educativo didattico non è ancora acquisita dalla generalità degli insegnanti e dei consigli di classe”.

Il modello inclusivo non può rimanere una prerogativa della Scuola, ma va collocato all’interno di un sistema sociale che necessita di essere educato o rieducato ad accogliere le differenze perché ancora molto gravi sono le discriminazioni, le ingiustizie e le prevaricazioni subite dalle persone disabili.

Importante ricordare che nel percorso scolastico gli alunni con disabilità e le loro famiglie non sono e non debbono essere soli : una parte fondamentale è rappresentata – oltre che dagli operatori scolastici- dai compagni di scuola e dalle loro famiglie con i quali è importante stabilire relazioni e percorsi volti alla piena inclusione sociale.

Il cammino dall’integrazione, concetto introdotto nel 1977, all’inclusione, concetto diventato oggi l’obiettivo del sistema scolastico si è rivelato non privo di contraddizioni.

Pertanto ci sentiamo di chiedere al MIUR:

  1. di individuare ed applicare indicatori di struttura, di processo e di risultato sulla qualità dell’inclusione nelle scuole e nelle singole classi anche attraverso la condivisione e la circolarità delle buone prassi, indicatori relativi alla partecipazione degli alunni con disabilità e alunni con Bisogni Educativi Speciali alle attività didattiche ed extracurricolari, alla tempestiva predisposizione e realizzazione del PEI e del PDP (nel caso del BES) ed infine all’accesso a percorsi formativi e al lavoro dopo la scuola;
  2. di attuare percorsi di formazione obbligatoria e continuativa degli insegnanti di sostegno; di attuare corsi per la formazione obbligatoria iniziale e in servizio degli insegnanti curriculari e dei dirigenti in tema di disabilità; di garantirne la qualità attraverso verifiche dei requisiti dei formatori; di predisporre meccanismi volti a salvaguardare la continuità didattica per gli alunni con disabilità;
  3. di garantire l’accessibilità delle scuole adottando i principi della progettazione universale nella realizzazione delle nuove scuole e nell’annunciato programma di ristrutturazione delle vecchie;
  4. di attuare la tempestiva assegnazione di assistenti alla persona e al trasporto e di definire i requisiti per la loro qualificazione.

Documento condiviso dalle associazioni :

CGD, AGE, FAES, AGESC , AGEDO, CARE, MOIGE

 

 

 

 

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