RIFLESSIONI E PROPOSTE SULLA SCUOLA ( del CGD Roma)

bambini a scuola

IL Coordinamento Genitori Democratici – Roma esprime perplessità e preoccupazione su quanto sta emergendo, in questo ultimo periodo, dalle dichiarazioni di autorevoli rappresentanti Governativi , dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca ai suoi  Sottosegretari.

Se da una parte appare che il tema della Scuola sia tra le priorità dell’agenda del Governo, dall’altra verifichiamo che solo attraverso annunci , spesso contradditori, si delinea una linea di intervento che, a tutt’oggi, appare frammentaria , parziale, non chiara e per molti aspetti non condivisibile.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a tagli violenti a tutta la filiera dei saperi : dall’istruzione alla ricerca al settore culturale in generale. La scuola pubblica è stata particolarmente colpita e ciò ha determinato una responsabile sottovalutazione del progressivo abbassamento del livello culturale che ne sarebbe derivato. I danni sono ancora evidenti: diminuzione dell’orario complessivo di insegnamento, privazione del tempo prolungato, riduzione dei servizi mensa, diminuzione del numero degli insegnanti a fronte dell’incremento degli studenti, almeno nella scuola dell’obbligo, crescita della dispersione scolastica.

Le scuole italiane , prive delle risorse economiche per il loro ordinario funzionamento  hanno incrementato la richiesta alle famiglie degli studenti nella fascia della scuola dell’obbligo, dei così detti  contributi” volontari” che hanno perso la loro originale finalità : incrementare l’offerta formativa.

Mai come oggi la scuola si trova coinvolta nelle  sfide dei processi di trasformazione della società e nella ridefinizione della qualità della democrazia; la globalizzazione e la crisi economica e sociale stanno mettendo in discussione anche il valore costituzionale della “scuola di tutti”.

Da questa  situazione occorre partire; se si vuole invertire la tendenza , che ha visto il declino della nostra scuola pubblica, si dovrebbe puntare al suo rilancio attraverso una serie di interventi e, in primis, di investimenti economici. In coerenza con la strategia dell’Unione Europea per il 2020, bisognerebbe prevedere prioritarie azioni sulle seguente aree:

–          Innovazione tecnologica ed interventi di edilizia scolastica

–          Sviluppo delle azioni di valutazione dell’Istituzione scolastica come sistema, prevedendo la trasparenza dei risultati e delle risorse da impegnare affinché siano intraprese, dove necessario, azioni di miglioramento

–          Una nuova cultura dell’ orientamento scolastico che tenda a contrastare la dispersione scolastica

–          Attuazione di una riforma condivisa dei cicli che modifichi in modo sostanziale quanto è stato        attuato dalla Moratti – Gelmini e non si limiti, come annunciato, ad un mero accorciamento degli anni della scuola superiore

–          Ammodernamento dell’intero sistema scolastico

Sono interventi strutturali che richiedono attenzione : la scuola è qualcosa di diverso rispetto agli altri settori della PA e non paga la velocità di azione ; la scuola ha bisogno di riflessione e di conoscenza, non pensiamo di partire ogni volta dall’anno zero! Percorrere scorciatoie è rischioso e crea solo confusione.

Leggiamo di una proposta che vedrebbe  “scuole aperte” fino alle 22; i genitori sono d’accordo ( era già stato previsto in una precedente normativa ed attuato con successo in molte scuole ) ma , attenzione,  i soggetti esterni che entrano nella scuola e le tematiche gestite devono essere conformi ai percorsi culturali e formativi   integrati con quelli della scuola stessa, non devono  prevedere  costi aggiuntivi per le famiglie  e/o determinare differenze discriminanti tra scuole che insistono in territori  “ricchi” e scuole che insistono in territori meno abbienti del Paese o, addirittura, in aree a rischio.

Si parla anche di interventi consistenti sull’edilizia scolastica: ben vengano . La messa in sicurezza degli edifici scolastici è senz’altro una priorità, considerata la situazione drammaticamente preoccupante in cui attualmente vertono le nostre scuole.

Leggiamo anche però che da parte del Ministro emerge la necessità urgente di un ulteriore sostegno economico alla scuola paritaria.  Noi abbiamo come finalità statutaria la “realizzazione di una Scuola Pubblica, democratica, laica, moderna e qualificata, intesa come luogo privilegiato di crescita umana e di formazione civile e culturale”: non possiamo credere che , di fronte ad esegue disponibilità economiche dello Stato, non debba essere la scuola pubblica unica destinataria di tali risorse!

Alla stessa stregua il CGD che ha fatto “del rispetto e della valorizzazione delle diversità di genere, etniche, culturali e religiose, del pieno riconoscimento dei diritti dei deboli e degli svantaggiati” un suo punto di forza nella promozione delle proprie  iniziative, non può che sostenere qualsiasi progetto istituzionale che vada in tale direzione. Per questo chiediamo al Ministro Giannini di riprendere la campagna contro il bullismo omofobo, introdotta dal precedente Ministro Carrozza, nell’ambito del progetto di formazione degli insegnanti per l’inclusione di tutte le diversità, ritenendole una ricchezza da valorizzare e sostenere.

Siamo convinti che sia obbligo delle Istituzioni contrastare con forza ogni forma di razzismo e discriminazione e attuare una politica attiva di informazione e formazione utile alla prevenzione ed al contrasto di qualsiasi forma di violenza, con particolare attenzione ai fenomeni di bullismo a sfondo omofobico o transfobico, ,  inaccettabili in una società che si ritenga civile e democratica e purtroppo sempre più  attuali.

Riteniamo inoltre che temi come la valutazione, l’autovalutazione di sistema, la governance delle scuole, la corresponsabilità educativa e la partecipazione, non siano tematiche scollegate ma declinazioni di un processo unico che come tale deve essere pensato e organizzato nel rispetto di tutte le componenti .

Se si parla di riforma degli Organi collegiali della scuola, basterebbe già solo riordinare le frammentate, molteplici norme adeguandole anche terminologicamente ai cambiamenti intervenuti; collegare e formare la rappresentanza, ora isolata e non informata; ripristinare la territorialità. E soprattutto occorre rafforzare la cogenza delle disposizioni in materia di partecipazione, perché questa vuota autonomia (in particolare sotto il profilo economico)  non rischi di trasformarsi in una sorta di anarchia senza controllori.

Si fa sempre più strada, anche nel sentire comune, l’idea di scuola intesa come bene comune ed in tal senso numerosi Enti locali stanno sperimentando protocolli di intesa con i genitori per “regolare” il volontariato a scuola. E’ ora di passare al bilancio sociale partecipato nelle singole istituzioni scolastiche che rilancerebbe tra l’altro la partecipazione.

Tutto ciò premesso, ogni progetto di modifica dell’intero assetto scolastico dovrà essere il frutto di una consultazione , che potrà essere anche molto ampia – come proposto da più parti – , ma che dovrà vedere, necessariamente, il coinvolgimento attivo degli attori principali  :  dirigenti scolastici, insegnanti, genitori, studenti.

30 luglio 2014

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