MINORI. Il Garante per l’Infanzia Spadafora: Su prostituzione ragazze quale ruolo media?

“E’ inaccettabile tolleranza nostra società contro questi reati”

(DIRE – Notiziario Minori) Roma, 7 mar. – “Avevo espresso la mia preoccupazione sul modo in cui i media riportarono la notizia delle adolescenti che si prostituivano a Roma. Indugiare sui particolari, sui dettagli dei luoghi e delle modalità degli incontri ha distratto l’attenzione dalla gravità dei fatti narrati, in termini di violazione dei diritti delle minorenni coinvolte, rendendo tali situazioni ‘accettabili’ e, potenzialmente, emulabili”. Queste le parole di Vincenzo Spadafora Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. “Altrove, in Italia, due ragazze hanno trovato spunto da questi racconti per proporsi via web. Sono rimasto particolarmente colpito dal tono delle loro dichiarazioni, così simili a quelle dell’episodio precedente. Colpito dalla mancanza di rispetto per loro stesse, dalla loro pretesa di poter gestire le relazioni con i ‘clienti’, dallo scarso valore attribuito al loro corpo, alle loro emozioni, ai loro sentimenti. Provengono da famiglie ‘normali’ che alle ragazze non fanno mancare nulla: sono studentesse, disponibili in orari pomeridiani, rispettano quindi, apparentemente, i tempi e i modi di vita delle ragazze della loro età. E così mi chiedo, quanto ascoltiamo realmente i nostri adolescenti? Sono vicino a queste famiglie- ha concluso Spadafora- e credo che il modo migliore per rispettare il loro dolore sia impegnarci, tutti i giorni, tutti noi adulti, insieme ai bambini ed ai ragazzi, per rendere non soltanto giuridicamente ma anche eticamente inaccettabili tali pratiche”. Questo episodio, più di altri, “ci dimostra come tutti possiamo avere un ruolo per cambiare queste situazioni. Gli stessi uomini che decidono di procurarsi del sesso a pagamento possono, quasi paradossalmente, fare la differenza. Tra le prime azioni da fare occorre agire sulla ‘domanda’, come da tempo raccomanda all’Italia anche il Comitato ONU sui diritti dell’infanzia, gli adulti che inducono le minorenni alla prostituzione vivono tra noi, sono i nostri colleghi, i nostri amici, i nostri fratelli, i nostri padri. E’ inaccettabile la tolleranza che la nostra società sembra mostrare contro questi reati”.

 

 

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