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Perché diciamo NO al ddl Valditara sull’educazione sessuo- affettiva

Il 15 ottobre in Commissione Cultura alla Camera la destra ha approvato un EMENDAMENTO al disegno di legge “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, cosiddetto ddl Valditara, a firma di Giorgia Latini (marchigiana, ex assessora regionale alla Cultura, Sport, Istruzione in quota LEGA), che estende alle secondarie di primo grado il divieto di svolgere a scuola attività didattiche sui temi della sessualità e dell’affettività.

Il ddl Valditara, modificato proprio nel giorno dell’ennesimo femminicidio, prevede dunque il DIVIETO DI SVOLGERE EDUCAZIONE AFFETTIVA E SESSUALE NELLE SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIA E MEDIE INFERIORI, E L’INSERIMENTO DEL CONSENSO INFORMATO DI ENTRAMBI I GENITORI NELLE SCUOLE SUPERIORI.

Negare l’educazione sessuale ed affettiva fino ai 13 anni, e scoraggiarla dopo, non è una scelta educativa, è precisamente una scelta ANTISCIENTIFICA. Lo evidenziano le ricerche che attestano un abbassamento dell’età dei protagonisti di abusi e violenza sessuale (vittime e carnefici); un aumento della diffusione tra i giovani – talvolta tra i bambini – di video pornografici, utilizzati anche come fonte informativa giacché ritenuti realistici; il ricorso a siti web e influencer per informarsi sulla sessualità e sulle infezioni sessualmente trasmissibili (IST) tramite internet, raramente verificando l’affidabilità delle informazioni acquisite online.

Non sono frutto di ricerche invece, ma è cronaca quotidiana, le continue notizie di abusi, comportamenti discriminatori, femminicidi, talvolta assolti da oltraggiose sentenze di tribunale.

I presidenti dell’Ordine degli Psicologi di nove Regioni, tra cui la Regione Marche, hanno tempestivamente sottolineato che L’EDUCAZIONE SESSUO-AFFETTIVA È UNA RISORSA, NON UN RISCHIO e che negare l’educazione sessuo-affettiva significa non rispondere alle MIGLIAIA DI RICHIESTE DI AIUTO che arrivano dalle scuole e dagli studenti che richiedono interventi qualificati e professionali sul tema: “L’educazione sessuo-affettiva, quando è adeguata all’età e scientificamente fondata, contribuisce a relazioni sane, alla prevenzione di bullismo e violenza di genere, e al benessere psicologico delle giovani generazioni”.

La Fondazione Giulia Cecchettin (a due anni dalla sua morte) dichiara che “IL VERO RISCHIO NON È AFFRONTARE QUESTI TEMI, MA NON AFFRONTARLI” ed è davvero paradossale che l’emendamento che limita fortemente l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole arrivi a distanza di meno di un anno dalla firma del protocollo di intesa con il Ministero.

Sappiamo bene che per fermare la violenza si deve partire dall’educazione, per diffondere una cultura del rispetto e del consenso, agendo precocemente sugli stereotipi che sono alla base della violenza. Di fronte a tali evidenze ci è chiaro che IL DDL VALDITARA NON È UN ERRORE, BENSÌ UNA SCELTA PRECISA, ANTISCIENTIFICA, PERICOLOSA, IMPOSTA DA UN GOVERNO REGRESSIVO E REPRESSIVO.

Oggi, in Italia, uno dei pochi Stati membri dell’Unione Europea in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria a scuola, il ddl Valditara significa:

·       Calpestare i diritti delle ragazze e dei ragazzi, e CANCELLARE DECENNI DI FATICOSO PROGRESSO in tema di prevenzione e alfabetizzazione emotiva;

·       disconoscere l’esistenza di PERCORSI GIÀ AVVIATI di educazione all’affettività e alla sessualità adeguati all’età degli studenti e delle studentesse, in linea con le Linee guida Unesco e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;

·       ridurre L’AUTONOMIA SCOLASTICA E LIMITARE LA LIBERTÀ DI INSEGNAMENTO, introducendo il primato educativo della famiglia attraverso il consenso informato;

·       introdurre un PRECEDENTE molto pericoloso, in quanto il consenso preventivo delle famiglie potrà essere richiesto nel tempo anche per altre attività extracurriculari o progettuali, ma la SCUOLA PUBBLICA non può essere à la carte, dove OGNI FAMIGLIA SCEGLIE DAL MENÙ ciò che preferisce, o CIÒ CHE GLI ASSOMIGLIA.

Per tutti questi motivi:

1.       Chiediamo al Parlamento di stralciare interamente il divieto di educazione sui temi dell’affettività e sessualità a scuola, per tutti gli ordini scolastici e di ritirare la richiesta del consenso informato delle famiglie, per introdurre nelle scuole di ogni ordine e grado l’obbligo di offrire corsi di educazione affettiva e sessuale in linea con le Linee guida Unesco e gli Standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

2.       Chiediamo al Ministero e agli Uffici Scolastici Regionali di ascoltare tutte le associazioni del FONAGS e dei FORAGS che da anni collaborano con le scuole, i Comuni, le Regioni e gli AST per promuovere progetti di educazione affettiva e sessuale di qualità.

3.       Chiediamo a tutte le istituzioni di ascoltare nelle opportune sedi chi ha indubbie competenze professionali in materia, come gli Ordini degli Psicologi, e chi ha competenze costruite sul campo, a proprie spese, come la Fondazione Giulia Cecchettin.

COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI NAZIONALE

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