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le parole della scuola
 
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VALUTAZIONE

Con questo termine si definisce l'attività di esame e di giudizio critico sull'esperienza e di attribuzione di valore a una certa azione o a un certo processo in relazione alla qualità, all'efficienza e/o all'efficacia dei risultati.
In relazione agli/alle allievi/e, la valutazione rappresenta il modo in cui gli/le insegnanti ne giudicano il lavoro sulla base di una serie di elementi (verifiche scritte e orali, partecipazione, comportamento, ecc.) in relazione agli obiettivi da raggiungere. Gli/le allievi/e hanno diritto ad una valutazione chiaramente documentabile.
Con l' autonomia il termine sposta l'attenzione dalla valutazione degli apprendimenti alla valutazione degli insegnamenti e della scuola nel suo insieme.
L'introduzione del principio di trasparenza negli atti della Pubblica Amministrazione (Leggi 142/90 e 241/90) rappresenta anche il tentativo di garantire strumenti atti alla valutazione dei pubblici servizi, tra cui la scuola. Da questa stessa logica del "rendere conto" ha origine l'introduzione della Carta dei Servizi. Punti centrali di tale evoluzione saranno quindi:

  • maggiore attenzione alla domanda del fruitore dei servizi;
  • conseguente attenzione alla soddisfazione del fruitore;
  • impegno di realizzare la qualità del servizio di cui si diventa responsabili in prima persona;
  • infine richiesta alle singole istituzioni scolastiche di predisporre efficaci modelli di autovalutazione.

La signora Markus sogghignava, dicendo che un'espulsione di una settimana era davvero una pena mite per un elemento come me, così svogliato e inconcludente - all'epoca gli insegnanti calibravano bene i loro improperi, mica come oggi - e che a ogni modo bisognava rassegnarsi al fatto che avevo bisogno di una struttura scolastica diversa, più consona ai miei limiti. Potete stare sicuri che Gabi non gliela faceva passare liscia: "Quelli che secondo lei sono limiti, secondo me sono punti di forza!" e si piazzava davanti all'insegnante, gonfia come un cobra cui abbiano insidiato la prole. "Si possono anche definire, giusto per fare un esempio, un'anima da artista! Si! Forse non tutti sono adatti all'inquadramento della scuola! Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono ..." Gabi abbassava la voce, levava una mano per aria, come faceva la famosa attrice Lola Ciperola in Casa di bambola, e sussurrava con una voce da far rabbrividire: "Ci sono bambini a zigzag!"
(da "Ci sono bambini a zig-zag" di David Grossmann)

VERBALI

La manifestazione di volontà di ciascuno degli organi collegiali deve essere documentata mediante la redazione del verbale di seduta. Esso può essere redatto anche in un secondo tempo, ma non al di là della successiva adunanza del collegio, perché quest'ultimo dovrà procedere all'approvazione del verbale della seduta precedente.
Il verbale è l'unico mezzo attraverso il quale la deliberazione collegiale può essere conosciuta all'esterno e attraverso la quale ne può essere provata l'esistenza.

VERIFICA

La verifica, che è condizione previa e necessaria alla valutazione, è quell'azione che si propone di identificare e quantificare, mediante specifiche prove e osservazioni, la rispondenza tra quanto programmato e quanto realizzato.
Si può definire come l'atto, o complesso di atti e strumenti, messo a punto per accertare il livello di partenza e i successivi progressi degli/delle alunni/e rispetto agli obiettivi prefissati; ne consegue però anche un controllo sul tipo di strumenti e di metodi utilizzati per l'insegnamento e per la valutazione.
Tale metodologia è ugualmente applicabile alla scuola nella sua autovalutazione, e quanto più tale processo sarà rigoroso e documentato tanto più la stessa valutazione da parte dei fruitori del servizio (alunni/e, genitori e territorio) potrà essere obiettiva.

VERTICALI (ISTITUTI)

Sono unità scolastiche che aggregano scuole materne, elementari e medie di uno stesso territorio (si veda la CM 352/98).
Le scuole aggregate nell'Istituto comprensivo restano distinte pur operando in nuove condizioni operative (un unico dirigente scolastico, stessi organi collegiali, momenti di programmazione e formazione comuni).

VICARIO

E' il docente "collaboratore" che sostituisce il Dirigente Scolastico quando è assente.

ZONE A RISCHIO (EDUCATIVO)

Zone caratterizzate sia da fenomeni di devianza o criminalità minorile sia da forti tassi di evasione o abbandono scolastico.

 
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