|
CALENDARIO SCOLASTICO
L'anno scolastico inizia il 1 settembre e termina il 31 agosto. Le
attività didattiche comprensive delle lezioni, degli scrutini,
degli esami e delle riunioni collegiali, va dal 1 settembre al 30
giugno, fatta eccezione per il proseguimento degli esami.
Il Sovrintendente Scolastico Regionale fissa l'inizio delle lezioni,
il calendario dettagliato e le disposizioni relative alle interruzioni.
Il Consiglio di Circolo o d'Istituto, sulla base della programmazione
e delle esigenze didattiche evidenziate dal Collegio dei Docenti,
può deliberare adattamenti del calendario scolastico, fatti
salvi un minimo di 200 giorni di lezioni effettive.
CAMBIAMENTO
Letteralmente l'atto o l'effetto del cambiare. Nella scuola il cambiamento
può riferirsi agli obiettivi o alle strutture, alle persone,
alle tecniche o alle tecnologie; ciò che occorre ricordare
è che il cambiamento che interviene anche in uno solo degli
elementi del sistema scuola si ripercuote in tutti gli altri e produce
modificazioni nell'ambiente in cui la scuola opera.
CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI
E' lo strumento che esprime l'impegno della scuola nei confronti
del/la cittadino/a, al fine di garantire la
qualità del servizio offerto.
Attraverso questo documento la scuola dichiara in modo ufficiale
quale servizio educativo e di istruzione intende fornire, gli obiettivi
della
formazione, i servizi accessori, complementari
ed integrativi, nonché le forme, le modalità, i tempi,
i criteri e gli strumenti di
valutazione del servizio.
Lo schema di riferimento della Carta dei Servizi, introdotto con
il DPCM del 7 giugno
1995, prevede che "istituzioni, personale, genitori
e alunni sono protagonisti e responsabili dell'attuazione della Carta,
attraverso una gestione partecipata della scuola".
All'interno della Carta dei Servizi vengono riportati:
CARTA DELLO/A STUDENTE/ESSA
E' il documento personale che attesta il
curricolo degli studi e della
formazione e le documentate competenze.
CIRCOLARE E ORDINANZA
Sono documenti con cui vengono date disposizioni interne o informazioni
su leggi riguardanti un particolare settore della pubblica amministrazione.
La circolare è emanata da un livello superiore dell'amministrazione
e diretta ad un livello inferiore: dal ministro ai provveditori,
dai provveditori ai dirigenti scolastici, dai dirigenti scolastici
a insegnanti e studenti/esse.
La circolare è un atto amministrativo, non una legge: non
può quindi modificare o violare una legge e contro essa si
può ricorrere al TAR.
Va spesso sotto il nome di circolare anche l'ordinanza, documento
ministeriale più complesso ma dalle caratteristiche analoghe.
COMMESSA DI LAVORO
E' l'atto mediante il quale un soggetto esterno alla scuola - ente, associazione,
ecc. - richiede la realizzazione di un prodotto o la prestazione di un
servizio in risposta ad un bisogno di destinatari individuati.
Lavorare per commesse costituisce una condizione per l'esercizio
concreto delle responsabilità, in quanto richiede una programmazione,
un approvvigionamento e una gestione delle risorse al fine di produrre
o prestare il bene o servizio commissionato. Predisporre e analizzare
una commessa è un esercizio di grande rilevanza formativa.
Anche la scuola può essere un committente, purché ciò
che viene commissionato corrisponda a bisogni reali della scuola.
COMPITI DEL CITTADINO
Sono l'insieme delle competenze e delle abilità necessarie
per gestire l'esistenza. Essi richiedono la conoscenza e la comprensione
delle funzioni della società e delle istituzioni per saper
ricavare sa esse i
criteri per il proprio efficace inserimento nel
mondo.
COMPLESSITA'
La complessità descrive un modo di presentarsi di una situazione
difficile da prendere e gestire, all'interno della quale è
problematico orientarsi.
Negli scenari che interpretano oggi il mondo, la complessità
costituisce una condizione che connota l'esistenza del/la cittadino/a
ed è determinata dalla molteplicità degli aspetti da
decifrare e organizzare per adempiere ai compiti ricorrenti e quotidiani
che esso/a affronta.
La scuola promuove e qualifica la
formazione orientativa dei/delle propri/e studenti
e studentesse attrezzandoli/e di competenze e abilitazioni trasferibili
dall'esperienza delle situazioni scolastiche - complesse, intense e forti
- alla complessità della vita sociale.
COMPRESENZA
Momento della vita della classe in cui sono presenti due o più
insegnanti.
Serve per permettere ai/alle ragazzi/e di lavorare in piccoli gruppi,
così da migliorare l'insegnamento/
apprendimento e il rapporto tra loro.
CONTINUITA' EDUCATIVA
E' una forma di coordinamento tra i vari livelli della scuola (materna/elementare,
elementare/media, media/superiore) con l'obiettivo di attuare una
serie di interventi che agevolino il passaggio da una scuola all'altra
e prevedano incontri tra gli insegnanti e i dirigenti scolastici.
Sarebbe opportuno curare anche la continuità educativa famiglie/scuola.
I genitori devono chiedere l'elaborazione di progetti di continuità
nei consigli di classe e verificarne la reale attuazione.
CONTRATTO FORMATIVO
Il termine conserva anche nell'ambito educativo il significato di
accordo fra le parti in vista del raggiungimento di
obiettivi comuni o complementari.
Mediante tale contratto colui che apprende e colui che fa apprendere
costituiscono una "relazione educativa" di tipo simmetrico in cui
il controllo non è esercitato da una sola delle parti sull'altra,
ma da entrambe sul processo e sui
risultati. Pertanto entrambi vengono posti su
un piano di reciproca dignità, impegnati in un compito comune,
anche se con ruoli e competenze diverse.
Nel contratto formativo troviamo le dichiarazioni, le informazioni,
le spiegazioni relative alla didattica: cosa si insegna, come lo
si insegna, per ottenere quali risultati. Si danno indicazioni anche
su come si gestirà, si regolerà la convivenza e sulle
corresponsabilità in ordine alla gestione del processo educativo.
Il contratto formativo di ciascuna scuola viene formalizzato nel
POF
.
Affinché non si traduca in un contratto di adesione, predisposto
unilateralmente dalla scuola, occorre incentivare la partecipazione
alla sua stesura ed alla sua
verifica da parte dei genitori e degli/delle alunni/e,
definendone chiaramente tempi e modalità.
CONVENZIONE
E' un accordo, in forma contrattuale, derivante dalla convergenza
di interessi e in base al quale si definiscono gli obblighi e le
responsabilità di ciascuna delle parti contraenti.
Nella scuola dell'autonomia
la convenzione è uno strumento per costruire le relazioni con gi
altri soggetti del territorio.
CREDITO FORMATIVO
Costituisce - per l'individuo - un "titolo esigibile" rispetto al proprio
percorso formativo e professionale. Viene assegnato anno per anno dal
consiglio di classe in base alle esperienze maturate dallo studente al
di fuori della scuola che siano coerenti con l'indirizzo di studi e debitamente
documentate.
I consigli di classe, nella loro autonomia, usano i criteri di valutazione
di tali esperienze tenendo conto della loro qualità e della
loro coerenza con gli obiettivi educativi e formativi del corso di
studi.
L'attestazione deve essere fornita dagli enti, associazioni, istituzioni
presso cui lo studente ha frequentato o prestato la sua opera e deve
contenere una breve descrizione dell'esperienza fatta. La documentazione
deve essere presentata entro il 15 maggio di ogni anno al consiglio
di classe.
E' da tener presente che il credito formativo non può servire
per saldare un
debito formativo.
CREDITO SCOLASTICO
E' un bonus di punti (massimo 20 in tre anni) che il consiglio di classe
assegna ogni anno allo/a studente/ssa in base al profitto strettamente
scolastico e al credito
formativo.
CRITERIO
Il termine individua una regola stabilita per decidere.
In ambito formativo è un vincolo nelle scelte di progettazione
e di
verifica. Selezionare un compito, progettare una
situazione formativa, individuare un metodo richiede l'adozione di
criteri espliciti e condivisi.
A scuola gli/le alunni/e devono imparare a fare propria la
cultura del criterio per confrontare, valutare e decidere, acquisendo
così un metodo trasferibile in ogni situazione.
CULTURA DEL LAVORO
Nella nostra cultura il lavoro è l'attività umana in
cui conoscenza e azione si definiscono reciprocamente.
Gli elementi essenziali della cultura del lavoro sono il progetto,
il processo produttivo e il prodotto. Il valore aggiunto in ambito
scolastico è il significato che guida il "fare", dall'ipotesi
al risultato.
Nella scuola che cura l'orientamento
la cultura del lavoro rappresenta una dimensione formativa irrinunciabile.
Ciò al fine di far acquisire agli/alle alunni/e, con gli strumenti
dell'azione educativa, una forma mentale indirizzata all'obiettivo,
agli standard,
alle procedure e ai metodi.
CURRICOLO/CURRICOLARE
Il curricolo, nella sua accezione ampia, è l'insieme delle
situazioni di
apprendimento mediante le quali gli/le insegnanti
dispongono un sistema di opportunità educative per un gruppo
di alunni/e. Esso costituisce sostanzialmente l'impianto nel quale
si programmano e si attuano i percorsi formativi che favoriscono
l'apprendimento.
Il sistema delle diverse situazioni di apprendimento, organizzate
mediante una opportuna
programmazione in tempi e spazi definiti, tende
a conseguire intenzionalmente gli
obiettivi stabiliti nel
contratto formativo attraverso l'interazione continua
tra le discipline, gli strumenti, le strategie e i metodi, affinché
gli/le alunni/e possano gradualmente maturare comportamenti, atteggiamenti,
valori.
Nella scuola dell'autonomia
per curricolo si intende anche il
programma di una data scuola. Curricolare sarà
pertanto tutto ciò che rientra ufficialmente in un corso di studi:
sono curricolari le materie previste per tutti nel piano di studi (e non
quelle integrative e facoltative), l'orario delle lezioni riferito a queste
materie, ecc.
CURRICOLO LATENTE O IMPLICITO
Questa espressione si riferisce all'insieme delle esperienze di
apprendimento, vissute da tutti/e gli/le alunni/e
per il solo fatto di aver trascorso alcuni anni in un determinato
contesto scolastico, e connesse quindi ai modi d'essere, alle abitudini,
ai rapporti, ai gusti e agli stili di vita che caratterizzano una
determinata realtà.
A differenza del curricolo esplicito, il curricolo latente è
spesso vissuto in modo inconsapevole, non è intenzionale né
programmato, non è sottoposto ad alcuna azione correttiva
o di indirizzo. Sono proprio queste sue caratteristiche intrinseche
a farne una potentissima esperienza formativa che dovrebbe offrire
alla scuola materiale vero per una vera
formazione alla socialità.
|